In occasione del recente Sinodo per l’Europa un vescovo ha affermato: «la cosa più difficile non è battezzare i convertiti, ma convertire i battezzati!».
Nel Rinnovamento Nello Spirito, possiamo testimoniare che questa difficoltà che era, a suo tempo, anche la nostra, è stata meravigliosamente superata attraverso l’Effusione dello Spirito Santo, che ci ha donato l’esperienza dell’attualizzazione dei Battesimo e dell’inizio in noi della vita nuova.
Superato l’impatto iniziale con la realtà di questo movimento — trovarci in mezzo a gente un po’ strana, che pregava in modo nuovo e personale, che usava gesti inconsueti, che cantava con gioia canti le cui parole ci facevano battere il cuore — qualcosa lentamente è cambiata in noi.
Eravamo giunti carichi di pesi e problemi, di stanchezze e angosce, forse depressi, in cerca di qualcosa o qualcuno. Pian piano l’accoglienza e l’amore dei fratelli ci avvolsero, la preghiera ci consolò, spezzando il cerchio della nostra solitudine e lasciandoci la sensazione di essere giunti finalmente a casa. Ognuno era proteso verso un cammino che sentiva irreversibìle e glorioso.
“Glorioso” perché la fede “tiepida” cominciava a emergere, a prendere quota e con essa cresceva il desiderio di vivere l’incontro tanto atteso. Finalmente anch’io potevo incontrare Dio, il Dio che i fratelli testimoniavano di avere incontrato e che stava rivelandosi a me: da Dio lontano a Dio vicino, presente, vivo, operante nella vita, nella mia vita.
La preghiera per una nuova Effusione dello Spirito Santo
Il punto chiave, lo spartiacque della nostra storia, quello che separa il prima dal dopo, è stato proprio la Preghiera per una nuova Effusione dello Spirito Santo ricevuta durante il seminario. Qualcosa allora è cambiato. E’ avvenuta una svolta, una conversione totale, radicale, il divenire una persona nuova a tutti i livelli: fisico, psichico, spirituale. Un senso di benessere, manifestazioni di gioia, amore, serenità nuova, perdono a tutti e per tutti, totale.
Nel frattempo sono passati gli anni e qualcuno ha continuato il cammino di vita nuova e conversione. Altri, invece, hanno cominciato a rimpiangere le cipolle d’Egitto, mentre qualcuno ha trovato la strada dura e non ha visto la potenza dello Spirito Santo in sé.
L’effusione dello Spirito (e la conversione permanente) è per noi l’avvenimento per poter continuare il cammino, per crescere, riprendere forza e vigore, non solo per chi è parte del Rinnovamento Nello Spirito ma per tutti i nostri fratelli.
Per poter parlare di effusione dello Spirito Santo bisogna prima di tutto dire qualcosa sullo Spirito, anche se certamente abbiamo già riflettuto su questo, personalmente o in gruppo. Ora possiamo tornare a chiederci, a proposito dello Spirito: chi è, cosa fa, che ruolo svolge?
Ha detto il teologo Hans Urs von Balthasar: «Quello che lo Spirito Santo chiede è che si parli di lui, ma soprattutto che lo si lasci agire».
Ma per lasciarlo agire dobbiamo ricordare che bisogna conoscerlo, almeno un po’. Lo Spirito Santo è il dono fondamentale attraverso il quale Dio entra in comunione con ciascuno di noi. Ma lo Spirito non è una cosa: è una persona. Il Padre e il Figlio ci hanno donato la loro stessa comunione e lo Spirito Santo, a sua volta, si dona a noi per essere la nostra comunione con il Padre e il Figlio.
Il Padre e il Figlio si amano d’un amore eterno, infinito. Sono uno di fronte all’altro, senza confondersi, e lo Spirio Santo è il cuore di questa relazione eterna e diviene per noi principio di comunicazione di tutti i doni che Dio riversa fuori di sè.
Presente fin dalla creazione dell’universo e dell’uomo — come Spirito di verità, di sapienza, di fortezza — ha ispirato i profeti, condotto i patriarchi, guidato e sostenuto il popolo di Dio in tutta la sua vicenda. Lo stesso Spirito ispira oggi nuovi profeti, conduce i pastori, sostiene il nuovo popolo di Dio, perché la sua missione è quella di essere comunione e di compiere «dal di dentro la sua opera di salvezza» (Ad Gentes, 4).
Lo Spirito Santo si rende particolarmente presente in noi che diventiamo il suo tempio e la sua casa.
Come dice san Paolo: «lo Spirito di Dio abita in voi» (Rm 8,9).
«Lo Spirito Santo è in me proprio perché stabilisce con me un rapporto di apertura, di offerta, di dono, soprattutto dono dì sé perché non è solo l’origine, ma anche il primo di tutti i doni. E’ in noi: non “dorme”, non “prende sonno” (cf. Sal 121,4) ma vive, agisce, opera» (Arnaldo Pigna OCD).
Possiamo affermare che è davvero questa la realtà che noi viviamo?
In ogni caso possiamo, però, testimoniare che senza lo Spirito Santo non è possibile incontrare Dio né riconoscere Gesù come Signore, perché è Lui l’Amore che rende possibile l’incontro.
A questo punto possiamo dire che l’Effusione dello Spirito è una grazia e un dono che produce molti effetti nel nostro rapporto con Dio.
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